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La Sardegna "spettinata": Portopollo e dintorni, cosa fare e dove andare se vi trovate a passare da queste parti.

Anche se il nome fa sorridere, Portopollo è uno di quei posti dove, di solito, se ci vai una volta poi ci ritorni: mare cristallino, ambiente informale, chioschi e locali sulla spiaggia dove rifocillarsi, Porto Puddu è l’alternativa vincente alla Sardegna più “pettinata” della Costa Smeralda.


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Portopollo e Isola dei Gabbiani

Questa località turistica, collegata da un istmo all’Isola dei Gabbiani, si trova nel Nord della Sardegna ed è un vero paradiso se siete appassionati di vela, windsurf o kitesurf ma, se lo sport non è nelle vostre corde, potete comunque trovare il modo di passare una piacevole giornata senza rimanere spalmati sulla spiaggia tutto il giorno: dalle passeggiate sul bagnasciuga all’aperitivo sulla spiaggia per finire a far festa fino alle ore piccole, eccovi i miei 5 Tips portopollini:

1. Andare in spiaggia presto per un buon risveglio muscolare.

Rimanere a poltrire nel letto è giustificabile solo nelle tristi e uggiose giornate invernali e non di certo se vi trovate in Sardegna, quindi svegliatevi presto e godetevi tutto ciò che il posto ha da offrire: potreste cominciare facendo yoga sulla spiaggia, passeggiando sul bagnasciuga (scegliete voi quali delle due baie vi ispira di più ma in caso di vento vi consiglio di scegliere quella meno esposta) o affittando uno Stand Up Paddle (SUP per gli amici); ovviamente, se decideste di seguire il richiamo dello sportivo che è in voi, non avreste che l’imbarazzo della scelta: istruttori di windsurf, kitesurf e vela non aspettano altro che farvi salire a bordo!

2. Esplorare i dintorni.

L’Isola dei Gabbiani è il posto più vicino per iniziare ad esplorare i dintorni; io vi consiglio di girarci intorno con il SUP al mattino presto, quando non è esclusa la possibilità di fare il bagno con i delfini, oppure potete raggiungerla a piedi percorrendo l’istmo che la collega alla terraferma, fino ad arrivare in una delle calette dove trovare un po’ più di intimità rispetto alla spiaggia che, in Luglio e Agosto, rischia di essere piuttosto affollata. Poco più lontana ma ugualmente consigliabile è la “spiaggia delle piscine”, raggiungibile in Kajak, per i più sportivi, oppure in macchina seguendo per le indicazioni per Porto Rafael (cercatela su Google Maps e non avrete problemi, arriverete ad una strada chiusa che finisce con grande rotonda dove potete trovare parcheggio e farvi indicare il sentiero da qualcuno del posto): in realtà non è una spiaggia ma una serie di piscine naturali incastonate tra rocce di granito e accessibile tramite un breve trekking che profuma di mirto, elicriso e libertà.

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“Le piscine”, raggiungibili in Kayak o tramite un sentiero in zona Porto Rafael.

3. Pranzare vista mare.

A Portopollo ci sono decine di posti dove poter pranzare o fare un ricco spuntino con i piedi conficcati nella sabbia. Il Calaveras è in assoluto quello che preferisco: panini originali farciti con fantasia e insalate superlative che potete mangiare comodamente seduti su un cuscino gigante, mentre vi rilassate all’ombra, rigorosamente armati di una Ichnusa ghiacciata in un atmosfera vagamente messicana (non a caso i calaveras sono i tipici dolcetti messicani, a forma di teschio, che si consumano durante le celebrazioni del giorno dei morti). Se già avete confidenza con hummus, lime, avocado e frutta allora non c’è dubbio: il Calaveras è il posto per voi, che sia per un pranzo veloce o per un aperitivo! Non mancano piatti più tradizionali ma sarebbe un peccato non provare le proposte culinarie dello Chef, ve lo garantisco! Di solito il lunedì sera l’aperitivo prosegue senza sosta fino a notte, accompagnato da un piccolo Market e dalla musica di un DJ.

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Calaveras, il posto migliore per un pranzetto informale o un aperitivo.

4. Concedersi un lungo aperitivo e oltre.

Praticamente tutti i locali sulla spiaggia e i chioschetti organizzano non solo il tradizionale aperitivo ma anche delle serate che poi vanno avanti fino a tarda notte. Ogni locale ha il suo giorno, vi basterà chiedere in giro e informarvi sul posto. E se l’aperitivo vi avesse lasciato ancora un pò di fame non mancano le grigliate sulla spiaggia, le cene a tema sushi o paella oppure, prima di dirigervi alla festa del giorno, potete fate tappa al Maestrale, un ristorante pizzeria poco lontano, in zona Barrabisa, che oltre ai tradizionali piatti di pesce e carne offre anche delle interessanti pizze con farine integrali, di soia o anche di canapa!

5. Ascoltare il rumore del vento.

Questo è forse il consiglio più importante, perché di per sé il vento non fa alcun rumore ma è ciò che incontra sulla sua strada a produrre i suoni: foglie, sabbia, polvere, acqua…ascoltare il vento è come tendere l’orecchio a tutto ciò che ti circonda, è tutto un mondo che inizia ad urlare mentre prima ti ha solo sussurrato qualcosa, è un grido inaspettatamente bello che ti culla durante la notte e che per me ha ormai un nome: è PORTOPOLLO!

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Ovviamente anche il vestito è “locale”, scrivetemi se volete info sul mio “spacciatore” di abiti sulla spiaggia 🙂

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