Adam's-peak-Sri-Lanka
Colpo di fulmine

La salita sull’Adam’s Peak. Breve guida e consigli utili.

L’Adam’s Peak, Sri Lanka.

Accalcata sui gradini irregolari, con il naso freddo, le gambe doloranti e l’eccitazione dell’attesa: aspettavo che il sole si insinuasse sulle colline lontane, certa che quel momento sarebbe stato uno dei più belli di tutto il viaggio in Sri Lanka…non a caso ero sull’Adam’s Peak

Ce l’avevo fatta, avevo raggiunto la vetta della seconda montagna più alta dello Sri Lanka,  lo Sri Pada (conosciuto anche come Adam’s Peak) ed ero in attesa dell’alba in uno dei posti più belli del paese.

Giorni addietro mi ero ritrovata spesso a pensare a quando sarebbe arrivato quel momento, avevo fatto domande e ricevuto risposte contrastanti, non sapevo davvero cosa aspettarmi: un gioco da ragazzi oppure, a detta di qualcuno, una grande delusione!

Partendo dal presupposto che mi sembra ovvio il fatto che la mia percezione di “fatica” possa essere diversa da quella di un’altra persona, ritengo comunque esserci dei dati oggettivi dai quali partire, informazioni utili per avere un’idea quanto più chiara possibile di cosa ci si deve aspettare se si decide di salire sull’Adam’s Peak. Quindi, se sei capitato su questa pagina, vuol dire che hai bisogno di info e questa breve guida potrebbe esserti utile, ma prima è bene chiarire subito una cosa: l’ascesa all’Adam’s Peak è, a tutti gli effetti, un pellegrinaggio.

Il Pellegrinaggio.

I gradini dell'Adam's Peak
I gradini dell’Adam’s Peak

Non parliamo di una sola religione ma di ben quattro fedi; l’impronta sacra che si trova sulla cima di

 

questa vetta, infatti, è, secondo i buddisti, quella del Buddha (che ha visitato il picco su invito della sua divinità custode) mentre per gli induisti è quella di Shiva, il grande dio indù della distruzione. I cristiani, invece, ritengono che l’impronta appartenga a San Tommaso mentre i musulmani la attribuiscono ad Adamo il quale, dopo l’espulsione dal Giardino dell’Eden, si sarebbe rifugiato su questa cima.

Detta così sembrerebbe una vera e propria contesa ma, in realtà, è uno dei pochi casi in cui fedeli di religioni diverse si ritrovano sullo stesso percorso in un clima di assoluta e reciproca tolleranza. Non interessa a nessuno chi sei e quale religione professi, l’importante è arrivare!

Ma è davvero così faticoso arrivarci? E quanto ci si mette? Ora ve lo dico ma prima parliamo un po’ di logistica visto che, prima di salire, bisogna arrivare ai piedi della montagna.

Logistica e info di base.

Città più vicina: Dalhousie (solo in pochissimi salgono da Ratnapura).

Difficoltà: da facile a moderata (a seconda del vostro stato fisico/mentale).

Elevazione: la vetta si trova a 2243 metri s.l.m.; dislivello di circa 1.000 metri.

Impegno di tempo: 5-7 ore.

Costo: nessuno.

Altitudine: irrilevante!

Raggiungere Dalhouise.  

Dipende in buona parte del periodo. Durante l’alta stagione (quindi da dicembre ad aprile) ci sono collegamenti diretti dalle principali città dello Sri Lanka (Colombo, Kandy, Ella etc.) a Dalhouise mentre, se vi trovate a viaggiare in periodi meno gettonati, probabilmente dovrete prendere un treno o un bus per Hatton e poi un autobus o un tuk-tuk per Dalhousie. Da Hatton a Dalhousie, in autobus, occorrono circa 1,5 ore ($ 1 USD circa) mentre in tuk-tuk impiegherete circa 1 ora ($ 7-15 USD).

Ad ogni modo sarà un viaggio bellissimo e molto panoramico.

Salita e discesa dell’Adam’s Peak.

La salita

Eccoci al punto chiave: la salita sull’Adam’s Peak. Prima ho scritto che la difficoltà, a mio parere, è da considerarsi tra il facile e il moderato, a seconda dello stato fisico/mentale, senza parlare o menzionare il grado di allenamento di una persona. Non essendo un percorso di trekking né, tanto meno, qualcosa di simile ad un itinerario alpinistico, che voi siate dei trekker esperti, dei maratoneti o degli alpinisti conta ben poco!

Qui si tratta di salire scalini, tanti scalini, più di 5.000. Quindi conta lo stato fisico ma soprattutto quello mentale! Ho visto bimbi salire in havaianas, giovani coppie con neonati al seguito e gente attrezzata di tutto punto: alla fine, se hai testa e convinzione, in cima ci arrivi in ogni caso.

 Il percorso è illuminato e disseminato di bancarelle, toilette e punti di ristoro nei quali rifocillarvi e riprendere fiato, comodo anche perché così non sarete costretti a portarvi dietro scorte di acqua.

In circa 3-4 ore sarete in cima per cui, considerando che l’alba è più o meno alle 6 del mattino, l’orario di partenza migliore è tra le 2 e le 3 a.m., non partite prima altrimenti sarete costretti ad aspettare in vetta e vi assicuro che lì su il vento si fa sentire e il freddo vi farà rimpiangere di non esservi fermati prima a bere un tè caldo. Se vi rendete conto vi essere in anticipo, piuttosto, fermatevi all’ultimo punto di ristoro prima di raggiungere il traguardo.

La discesa

La discesa sembra invece non finire più! sarà per la stanchezza, sarà per il fatto che le vostre gambe saranno ormai di gelatina ma, credetemi, è davvero lunga! Più o meno mettete in conto un paio d’ore.

Ne vale la pena? Sì, assolutamente! Per me è stata una delle esperienze più belle di tutto il viaggio ma ho avuto fortuna perché era una giornata limpida, con il cielo terso e senza foschia. Le condizioni climatiche influiscono moltissimo in questi casi ma, nel dubbio, lo rifarei altre mille volte.

Quindi, è difficile? Bhè, di certo non è la passeggiatina rilassante che si fa di domenica ma non presenta, a livello tecnico, difficoltà particolari. I gradini sono tanti e cambiano di forma man mano che si sale: inizialmente sono larghi e bassi poi, gradualmente, diventano sempre più stretti e alti (non così alti come ho letto in giro, se siete saliti su qualche sito Maya messicano li troverete persino gradevoli) e comunque, verso la fine, troverete dei corrimano che vi aiuteranno nell’impresa.

I miei 10 consigli utili. 

1) Autovalutati e scegli l’orario di partenza giusto per te! Non seguire gli altri, solo tu sai quanta voglia, determinazione e fiato hai a disposizione!

2) Vestiti a “cipolla”. Probabilmente sentirai caldo durante la salita ma, quando arriverai in cima e ti fermerai, ogni soffio di vento sarà come uno spillo che entra nella pelle. Scegli materiale tecnico e traspirante e porta un giubbetto antivento, una maglia di ricambio e un cappello così da goderti l’alba senza morire di freddo.

3) Evita la folla. Non salire durante i giorni di luna piena: c’è un delirio di gente e rischieresti di farti la salita in coda.

4) Bevi tanto durante il cammino. Troverai venditori ogni 15/20 minuti quindi approfittane e idratati!

5) Indossa scarpe comode. Scegline un paio vecchie, delle quali sei sicura e che hai indossato spesso.

6) Segui il tuo passo. Non avere fretta e non seguire/aspettare nessuno. Non ci può perdere durante il percorso quindi vai al tuo passo e goditi il cammino. Rispetta i tuoi tempi.

7) Parla con la gente. E’ un’ottima occasione per fare due chiacchiere con i locali o con i molti turisti che troverai lungo il percorso: approfittane.

8) In cima trova un posticino con una buona visuale e restaci. Troverai parecchia folla al traguardo quindi trova un posticino e non muoverti più!

9) Non avere fretta di scendere. Le articolazioni saranno già state messe a dura prova quindi non peggiorare la sitazione e scendi con calma.

10) Fai un po’ di stretching finale. Prima della doccia fai un po’ di stretching e, soprattutto, sappi che il peggio deve ancora arrivare: te ne accorgerai il giorno dopo 🙂

Buon Adam’s Peak e fammi poi sapere com’è andata!

 

Se ti interessa vedere l’itinerario completo del mio viaggio in Sri Lanka clicca SU QUESTO LINK.

 

 

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