Domande da fare per un viaggio
Consigli di viaggio,  Dove e quando.,  I miei viaggi

Domande da fare per un viaggio: la migliore guida sono i “locals”.

Quando pensiamo a tutte le domande da fare per un viaggio indossiamo, senza accorgercene, i panni del miglior giornalista: chi? come? dove? quando? perché? …e la lista potrebbe continuare all’infinito! Cercare tutte queste informazioni prima della partenza è lecito, ma porre le giuste domande ai “locals“, una volta essere giunti sul posto, è fondamentale.

Vi è mai capitato di essere fermati da un turista nelle vostre città? Scommetto di sì e sono altrettanto certa che le domande che vi saranno state poste sono uguali a quelle che, centinaia di volte, avrete fatto voi trovandovi nella medesima situazione, in chissà quale angolo del globo. 

Perché chiedere ad un locals? La risposta è che siete voi a sceglierlo!

Qualsiasi guida, blog o articolo impallidisce di fronte all’inesauribile pozzo di informazioni dal quale attingere quando ci si trova di fronte ad un locals. 

Il miglior locale della città, il punto panoramico dove poter assistere ad un tramonto da togliere il fiato, la terrazza chillout sulla quale rilassarsi sorseggiando un buon cocktail e, non per ultimo, il ristorante dove poter mangiar bene spendendo il giusto: se volete un consiglio disinteressato chiedete ad un locals.

Domanda da fare per un viaggio
Vuoi conoscere i migliori locali della città? Chiedi ad un locals!

Ovviamente, va scelto il soggetto giusto per ogni domanda e questo talento si affina con il tempo e con i viaggi. Ben presto individuerete, in men che non si dica, il tipo giusto al quale chiedere del ristorante, la ragazza alternativa patita di artigianato locale e monili di vario tipo, il mondano che vi indicherà tutti i locali raggiungibili a piedi nel raggio di 1 Km: osservate, analizzate, aspettate il  momento giusto e poi colpite!

Ogni posto è una miniera. Basta lasciarcisi andare, darsi tempo, stare seduti in una casa da tè ad osservare la gente che passa, mettersi in un angolo del mercato, andare a farsi i capelli e poi seguire il bandolo di una matassa che può cominciare con una parola, con un incontro, con l’amico di un amico di una persona che si è appena incontrata e il posto più scialbo, più insignificante della terra diventa uno specchio del mondo, una finestra sulla vita, un teatro di umanità dinanzi al quale ci si potrebbe fermare senza più il bisogno di andare altrove.
(Tiziano Terzani)

In viaggio lasciatevi del tempo per socializzare.

E’ a dir poco raro, ormai, arrivare a destinazione senza un vero e proprio piano di guerra. Itinerari talmente fitti di cose da vedere e da fare che troppo spesso lasciano ben poco spazio all’improvvisazione (e, di conseguenza, alla socializzazione): è tutto già programmato, prenotato, previsto con largo anticipo e studiato nel minimo dettaglio!

Eppure, per un giorno o anche solo per qualche ora, provate a concedervi la libertà di gettare via l’itinerario dalla finestra; vi ritroverete a sperimentare cose, luoghi e situazioni che è difficile trovare in una guida di viaggio! Basta lasciarsi andare, salire sul tram, sorridere al vicino, scendere di fronte ad un bar parecchio frequentato e godersi il momento: abbattete le frontiere e vedrete quanto è facile riuscire a parlare con qualcuno del posto. Quando deciderete di farlo, ecco cosa non dovete dimenticarvi di chiedere.

Le tre domande fondamentali da fare ai locals.

  1. Iniziate la vostra “intervista” con una serie di “dove andresti per…?”; In questo modo è la loro opinione che state chiedendo e sono le uniche domande che riescono a non mettere in imbarazzo il vostro interlocutore. Adattate questa domanda al tipo di attività che vi interessa fare e mostrate interesse per la persona che avete di fronte, evitando di generalizzare sulla collettività. Chiedere: “Dov’è che andate voi da queste parti?” risulta alquanto odioso e crea un distacco incolmabile!
  2. “E’ tranquillo qui la sera?”. Se avete in previsione un’uscita notturna e non avete avuto modo di prendere le misure del posto, questa è una delle domande più utili da porre. Personalmente ho viaggiato in luoghi che mi erano stati descritti come un “bronx” indigeno e che poi ho capito essere non più pericolosi di qualsiasi città italiana. Due chiacchiere su questo punto non guastano mai.
  3. “Conosci qualche artista o artigiano locale da consigliarmi?”.  A parte le calamite che l’inopportuno collega vi avrà chiesto di riportargli e che vale la pena comperare al negozio di souvenirs più cheap che riuscirete a trovare, per tutto il resto lasciate stare i posti turistici e andate alla ricerca degli artigiani. Innanzitutto si tratta di prodotti fatti a mano con cura, passione e dedizione, senza considerare che rappresentano un pezzo di quella cultura e di quella sensibilità. Il ricordo migliore sarà sempre nella vostra testa e non nelle vostre mani ma vi garantisco che un anello indiano, fatto e adattato appositamente per voi, vi riporterà in India ogni giorno che lo indosserete, tra le sete colorate e il profumo di loto.

Una delle cose che più amo dell'India sono le persone! All'inizio sembrano ostili, quasi provocatori con il loro sguardo penetrante e inquisitorio che sembra volerti leggere dentro neanche fossi un libro aperto, ma se provate a rispondere con un sorriso vedrete i loro volti distendersi pian piano e in men che non si dica vi avranno accolto con un caloroso namaste, una bollente tazza di Chai e magari un Chapati appena sfornato. #incredibleindia @trell.community @tourism.of.india . . . . . . . . . . . . #travel #travelblogger #travelphotography #traveling #aroundtheworld #blogging #explore #followme #India #punjab #dametraveler #wearetravelgirls #welivetoexplore #nevergiveup #agameoftones #ig_india #indiapictures #indianphotography #igers #instago #instatravel #instagood #instadaily #instapic #photooftheday #flashesofdelight #look #namaste #trell

A post shared by Travel blogger – Tour Leader (@vale_molto) on

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *