I miei viaggi,  Nord e Centro America

Avete mai pensato di visitare il Guatemala?

Chiudete gli occhi, immaginatevi mentre muovete i primi passi fuori dall’aeroporto di Guatemala City e lasciatevi ispirare: il nostro viaggio partirà da Antigua, dal lago Atlitlán e dai coloratissimi mercati.

Ho già parlato di quanto mi sia piaciuto il Guatemala in un post di qualche tempo fa, ma non vi ho ancora raccontato del viaggio vero e proprio e del percorso che in quindici giorni mi ha reso una groupie di questa piccola nazione del Centro America! Qualsivoglia itinerario in Guatemala inizierà quasi sempre da lì, quel piccolo gioiellino conosciuto come Antigua.

ANTIGUA

Da molti viene considerata come una delle cittadine più interessanti del Centro America e come dargli torto! Ex capitale dello stato guatemalteco e distante circa 45 minuti da Guatemala City, Antigua venne fondata dagli spagnoli nel 1543 e visse un periodo di splendore e ricchezza che ancora oggi si ritrova tra le rovine dei palazzi e le strade acciottolate. Purtroppo venne praticamente distrutta da un fortissimo terremoto nel 1773 e da allora iniziò il suo progressivo abbandono e, in men che non si dica, la capitale venne spostata a Città del Guatemala. Il fatto che oggi Antigua sia nettamente più conosciuta e considerata di quest’ultima, quantomeno dal punto di vista turistico, è forse la sua piccola vendetta, un piatto che è stato servito freddo dopo molti anni di declino.

arco-grande-compressor
Arco di Santa Catalina, foto di Cristiano Zingale, su gentile concessione. In fondo all’articolo troverete il link del suo sito.

Antiguà è piccolina, coloratissima, visitabile a piedi senza alcun tipo di problema e assolutamente sconsigliata alle donne addicted al tacco 12 (che poi non è che sia il tipo di calzatura più indicata per visitare una città!). Rimaneteci almeno un paio di giorni e prendetevela comoda: in Centro America non esiste frenesia! Mettetevi l’anima in pace e se vi siederete in uno dei tanti localini a fare uno spuntino non stupitevi se i tempi di attesa saranno inspiegabilmente lunghi, rilassatevi e godetevi l’aria frizzantina perché, considerando l’altitudine di 1.582 m, ad Antigua non è che faccia tutto questo caldo! Felpa o giubbettino sono d’obbligo, soprattutto dopo il tramonto, mentre durante il giorno potete tranquillamente stare con t-shirt e pantaloncini. Disseminata di piccoli bistrot, locali caratteristici, scuole di spagnolo e chioschetti di street food, è sicuramente l’ideale per dare inizio al viaggio, per raccogliere le idee ed organizzarsi gli spostamenti futuri.

Iniziate ad esplorare la città dal Parque Central, luogo di aggregazione della popolazione locale; si tratta, in realtà, di una piazza molto grande e della quale solo il quadrato centrale è occupato dal parco vero e proprio, disseminato di panchine sulle quali sedersi ad osservare il passaggio degli Antiguenos prima di ripartire alla scoperta dell’Arco di Santa Catalina, della chiesa De La Merced, della Casa Santo Domingo e di molte altre chicche! ENTRATE IN OGNI CORTILE, NE VALE LA PENA!

parque-compressor
Parque Central. Ph. Cristiano Zingale.

Per una veduta panoramica prendete un taxi e fatevi portare al Cerro de La Cruz, poi tornate in città e perdetevi tra le bancarelle del mercato dell’artigianato che si trova nei pressi del variopinto Terminal degli autobus ed è sezionato in varie aree tematiche: tessuti, abbigliamento, artigianato locale e altro. E siccome in viaggio è obbligatorio provare la gastronomia locale fermatevi a mangiare al RINCON TIPICO, un posto frequentato soprattutto da locali, dove si spende poco e si mangia bene. L’atmosfera generale e l’arredo sono da sagra della porchetta (quindi guadagna 10 punti solo per questo!), nessun menù ma solo quello che offre la casa e che consiste, principalmente, in piatti di carne accompagnati da contorni vari, patate e GUACAMOLE (abbondate pure, è buonissimo! Alla dieta ci penserete quando tornate a casa).

photo0jpg
Rincon Tipico

Così come in tutto il Guatemala, non vi illudete di trovare una gran vita notturna ad Antigua e dirigetevi direttamente al cafe’ no se’, un posticino simpatico, molto particolare, decisamente sopra le righe e anche alquanto losco: punto di ritrovo di musicisti, artisti, strani personaggi, turisti che passano per caso, bar tender divertenti e amanti del Mezcal (che viene servito, non in gran segreto, nel retro del bar… ad essere sincera io ancora non ho ancora ben capito se sia legale o meno, diciamo che era tutto alquanto fumoso, letteralmente parlando!). DECISAMENTE CONSIGLIATO!

LAGO ATLITLÁN

Ora che abbiamo preso un po’ di confidenza con il Guatemala, dopo aver assaggiato i piatti locali e aver trascorso una serata memorabile al café no sé, possiamo salutare Antigua e partire alla volta del Lago Atitlán, la seconda tappa assolutamente imperdibile di questo viaggio.

Valentina Idrofano_1

A circa tre ore da Antigua e raggiungibile con un bus locale si trova Panajachel, una cittadina di medie dimensioni che è generalmente il punto di partenza per le escursioni sul lago Atitlán; il mio consiglio è di non fermarsi a Pana né tanto meno di prendere uno di quei tour giornalieri che non sono assolutamente sufficienti a farsi un’idea della vita e dell’atmosfera di tutti gli altri paesi che si affacciano sul lago.

Il lago Atitlán, difatti, è di una tale bellezza che sarebbe davvero riduttivo visitarlo in giornata! Si tratta di un bacino vulcanico, centro della cultura Maya e sulle cui sponde si affacciano vari pueblos, all’apparenza simili eppure profondamente diversi. Se avete tempo a disposizione potete decidere di visitarli tutti ma considerate che non esiste una strada che li collega tra loro: alcuni sono raggiungibili esclusivamente in barca mentre altri sono collegati mediante strade di montagna che, per brevi tratti, si estendono anche a riva. L’atmosfera che si respira è davvero unica, ancora molto legata alle tradizioni antiche, ad una vita semplice e rurale dedita alla coltivazione della terra e alla conservazione di primitive maestrie artigianali.

Volendo operare una distinzione direi che potete scegliere tra pueblos più facilmente raggiungibili e, proprio per questo, più turistici e attrezzati, e pueblos più isolati e quindi decisamente genuini e con poche strutture ricettive. Tra i primi vi consiglio:

San Pedro La Laguna. Il più amato dai backpackers per la sua atmosfera bohemién, è il villaggio con maggiori possibilità di “vita notturna” (si fa per dire, non prendetela letteralmente!) e di altre attività come lo yoga e i corsi di lingua spagnola. È anche il punto di partenza per le escursioni sull’omonimo vulcano.

San Marcos. Indossate abiti bianchi appena candeggiati, sfoggiate il vostro più convincente sorriso “shanti shanti”, date sfoggio di conoscenze di medicina omeopatica e parlate solo a bassissima voce: ecco, ora siete pronti a visitare San Marcos. New age al 100%, se siete alla ricerca di un Guru questo è il posto giusto.

San Juan. Frequentata principalmente da artisti locali e non, è invasa da piccole gallerie d’arte e manufatti indigeni.

Santiago. Il più grande e attrezzato di tutti i pueblos sul lago, Santiago conserva ancora una forte tradizione Maya ed alcuni dei suoi abitanti utilizzano ancora i costumi tradizionali. Il venerdì mattina vi si svolge un affollato mercato ed è anche sede del mito di Maximon, un “santo/diavolo” senza gambe, raffigurato mentre beve e fuma sigarette: la leggenda vuole che in passato fosse un francescano, caduto in tentazione con una bella ragazza Maya dai capelli corvini e, per questo, privato degli arti inferiori affinché non potesse più ricadere nel peccato…questo, almeno, è quello che raccontano i bimbi del posto quando, per qualche moneta, accompagnano i turisti alla ricerca della casa dove è ospitato il santo, che non è mai la stessa ma cambia di anno in anno.

Più isolati e per questo meno turistici sono:

Jaibalito. Piccolo e caratteristico, è rimasto isolato per così parecchio tempo lontano dal resto del mondo che si fa fatica a trovare qualcuno che parli spagnolo, mentre l’antico dialetto Maya è utilizzato dalla maggior parte dei suoi abitanti.

Santa Cruz. Raggiungibile solo in barca oppure tramite un trekking, lungo un sentiero che parte da Jaibalito e costeggia il lago. Il villaggio non è particolarmente interessante ma il trekking vi regalerà degli scorci mozzafiato!

I MERCATI: CHICHICASTENANGO E SOLOLÁ.

Dopo il relax sulle sponde del lago Atlitlán è arrivato il momento di cercare un po’ di sana confusione e nessun posto è migliore se non il mercato di Chichicastenango: colorato, affollato e pieno di odori! Si tiene solo due volte alla settimana, il giovedì e la domenica, ed anche se è forse uno dei più turistici del Centro America vale la pena visitarlo anche solo per raggiungere la piazza di S. Tomàs, ai piedi della scalinata di ingresso dell’omonima chiesa, dove puoi imbatterti nella vita guatemalteca più genuina, con le donne che vendono fiori e gamberetti mentre pregano inginocchiate. L’ingresso in chiesa, nei giorni di mercato, avviene dalle entrate laterali perché i gradini che conducono fino alla porta principale sono considerati sacri e pertanto diventano il luogo dove viene bruciato l’incenso in segno di devozione quindi, anche qui, l’atmosfera è assai fumosa.

FB_IMG_1477240074764
Mercato di Chichi, ph. Cristiano Zingale.

Una volta abbandonato il mercato di “Chichi”, dirigetevi sul promontorio che raggiunge il Centro Cerimoniale Pascual Abaj, un santuario dedicato al dio Maya della Terra e dove, ancora oggi, i guatemaltecos bruciano sigarette, cibo, fiori, liquori e chissà cos’altro come offerta alla divinità, pregando in cambio di favori, miracoli o più semplicemente buena suerte.

varwwwclientsclient1web2tmpphpa36q70
Sacrifici al Centro Cerimoniale Pascual Abaj

Ma il mercato che meglio rappresenta l’anima del Guatemala non è quello di Chichi ma direi, piuttosto, quello di Sololá, che si tiene ogni martedì e venerdì della settimana! Raggiungibile da Panajachel a bordo di un chicken bus, che vi porterà a destinazione sfiorando velocità inimmaginabili, Sololá è uno di quei posti dove difficilmente incontrerete dei turisti anche perché, tra le bancarelle del mercato, noterete che calamite, portachiavi e borsette colorate hanno lasciato il posto a galline, maiali, pomodori e avocados; insomma, un vero e autentico mercato guatemalteco dove le venditrici hanno capelli lunghissimi e acconciati secondo la tradizione mentre gli uomini, in pieno stile cow boys, spariscono letteralmente sotto pesi enormi, trasportando casse, ceste, mobili e legna! E mentre sorseggerete il più buon caffè di tutto il viaggio, con la mente divagherete già verso la prossima tappa, emozionati al pensiero che, di lì a pochi giorni, il Guatemala vi presenterà una delle sue più nascoste meraviglie: sua maestà MADRE NATURA!

varwwwclientsclient1web2tmpphp4e2e9H
Se vi serve una gallina andate diretti verso il Mercato di Solola

Clicca qui per continuare il viaggio!

Info utili per organizzare il tuo viaggio in Guatemala.

http://www.kouam.it/world/guatemala/ – Non perdetevi il sito del mio caro amico Cristiano Zingale, viaggiatore ma soprattutto grande fotografo. Alcune delle foto inserite in questo articolo sono le sue, su gentile concessione!

5 Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *