Welcome to the Jungle.

Nella natura del Guatemala, con animo da esploratori, oltre le fronde degli alberi tropicali.

Non si può andare in Guatemala senza cercare il contatto con la sua bellissima natura, sentire il potente richiamo di una civiltà antica, perdersi nel verde brillante che ti circonda, ascoltare i rumori della jungla, ammirare la foresta pluviale e fare amicizia con gli ex-guerriglieri che di questi posti ne avevano fatto la loro casa. E’ magia, avventura e libertà!

 

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Navigando sul Rio Dulce.

Le placide acque lungo il Rio Dulce.

Arrivare sul Rio Dulce dopo la confusione dei mercati guatemaltechi è un po’ come entrare in una bolla di sapone, un mondo sospeso, un silenzio che fino a qualche giorno prima sembrava irreale. E’ un sensazione di pace avvolgente, un passo indietro nel tempo ed un ritorno ad una vita genuina, tranquilla, fatta di persone semplici che vivono in simbiosi con l’acqua, si cibano di pesce di lago, dei frutti della terra e non possiedono quasi nulla se non una casetta con il tetto di paglia e una barchetta, vecchia, riparata più volte.

Scegliete una Finca in zona, sul fiume, e fatene la vostra casa per almeno un paio di giorni. Risalite il Rio fino a Livingston, ammirando le enormi scogliere che emergono da entrambi i lati della riva, un bellissimo canyon circondato dalla fitta giungla, dal suono degli animali selvatici e da piccoli villaggi sparsi lungo la riva.

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Rio Dulce. Godetevi ogni singolo minuto, la luce chiara dell’alba e i tramonti come da cartolina.

Lungo la strada per Tikal: i guerriglieri di “Nuevo Horizonte“.

Lasciando il Rio Dulce e risalendo verso nord, in direzione di Tikal, fermatevi in località S. Ana e qui incontrerete la Storia, o meglio, una parte di storia e alcuni protagonisti che hanno contribuita a scriverla: sono tutti ex guerriglieri che, lasciate le armi alla fine della guerra civile, hanno creato Nuevo Horizonte, una comunità organizzata secondo gli stessi ideali di resistenza ed uguaglianza che animavano la lotta armata, in un territorio di 900 ettari nella regione del Péten. Per trentasei anni questi uomini e donne hanno combattuto una delle guerre civili più sanguinose del Centro America, nascondendosi nella giungla. Ora vivono insieme e raccontano quello che probabilmente nessun giornale ha mai scritto, vi parleranno di quella che è stata la loro vita, difficile, crudele e spietata, costretti a vivere in luogo inospitale che però li ha difesi, sfamati e aiutati. Alcuni dei guerriglieri che conoscerete sono nati nella giungla e per anni non avevano conosciuto altro stile di vita se non quello della guerriglia, uomini e donne che avevano perso tutto e che hanno lottato per un’idea, un nuovo orizzonte. E, credetemi, è impossibile non commuoversi quando vi guideranno nella foresta, facendovi vedere dove per anni hanno vissuto, le piante che utilizzavano per medicarsi le ferite, le fronde degli alberi che erano il loro giaciglio, le foto di quegli anni che conservano come un piccolo tesoro. E’ una lezione, rara, di sofferenza ma anche di amicizia. E’ imperdibile.

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Uomini della guerriglia: Ronnie.
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Uomini della guerriglia: Comandante “El Gato”.

Tikal, un “Mundo Perdido”.

Tikal non ha bisogno di presentazioni ed è ciò che rimane della maggiore potenza politica di tutta l’area guatemalteca. Un sito Maya costruito seguendo i dettami della concezione simbolica del cosmo, immerso nella foresta e perfettamente conservato. Bisogna dedicare a questa visita una intera giornata, il sito è vasto e una guida ve ne illustrerà tutti i segreti, camminando sotto gli alberi con le scimmie urlatrici a farvi da colonna sonora. Non può essere descritto, va visto.

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Tikal

Frontera Corazal, terra di confine.

 Non c’è nessun motivo per spingersi fino alla Frontera Corazal, a meno che non siate diretti nel Peten più selvaggio e inesplorato, quello al confine con il Messico, quello “a zero turismo”, un avamposto di fuga. E’ da qui che i guatemaltechi giungono illegalmente in Messico, con la speranza di raggiungere gli Stati Uniti d’America. La Frontera Corazal è un via vai di mercanzie, di strani ceffi, di qualche backpakers avventuroso e di eccezioni alla regola. Ma è anche il punto di partenza per addentrarsi nel “Parque Nacional Sierra del Lacandon” fino a Piedras Negras, un sito Maya scoperto solo recentemente e che deve essere ancora portato alla luce. Per i “non addetti ai lavori” è difficile trovare un senso a questa visita diverso da quello dell’avventura! Perché davvero ci si sente un po’ come Indiana Jones, mentre si risale il Rio Usumacinta in lancia tra la natura selvaggia e indescrivibilmente bella, con i viveri e il campo tendato. Non si può arrivare a Piedras Negras in giornata ma si deve necessariamente passare una notte nel bel mezzo della giungla, cercando di prender sonno tra le urla spaventose delle scimmie urlatrici, avvolti nel sacco a pelo, emozionati come i bambini. 

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E’ giungla…piove!

 

E’ un’avventura riservati agli animi avventurieri, che si paga a caro prezzo ma che vi ricorderete per tutta la vita!

E infine SEMUC CHAMPEY, forse il mio posto preferito in assoluto, una natura più ospitale, addomesticata e meno ostile, dove sentirsi a casa.

Se vi siete persi la prima parte del viaggio cliccate qui!

Info per organizzate un viaggio in Guatemala.

http://www.kouam.it/world/guatemala/ – Non perdetevi il sito del mio caro amico Cristiano Zingale, viaggiatore ma soprattutto grande fotografo. Tutte le foto inserite in questo articolo sono le sue, su gentile concessione!

 

 

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